Domande frequenti

Risposte chiare e aggiornate alle domande più ricorrenti nelle nostre aree di competenza. Sono informazioni giuridiche di carattere generale, non sostitutive di una consulenza sul caso concreto.

Materia 01

Diritto penale

Ho ricevuto un'informazione (o avviso) di garanzia: cosa devo fare?

L'informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.) è un atto che il Pubblico Ministero notifica ad una persona per informarla che nei suoi confronti verranno compiuti atti ai quali lo stesso deve assistere.

In questo caso occorre nominare immediatamente un difensore di fiducia, qualora non si decidesse di mantenere la nomina del difensore d'ufficio già presente nell'atto notificato. Il difensore, nei limiti di legge, potrà accedere agli atti e definire la linea difensiva.

In questa fase la persona ha assunto la veste di indagato nel procedimento e diventerà imputato nel momento in cui il Pubblico Ministero eserciterà l'azione penale.

Che differenza c'è tra indagato e imputato?

L'indagato è persona sottoposta ad indagini, indiziata di reato. Il Pubblico Ministero, in questa fase, sta ancora raccogliendo gli elementi per verificare la sua accusa.

Nel momento in cui il Pubblico Ministero ritiene di aver raccolto sufficienti elementi per esercitare l'azione penale, formula l'imputazione e richiede un rinvio a giudizio o un giudizio immediato.

Da questo momento inizia il vero processo penale ma, fino a sentenza definitiva, vi è la presunzione di innocenza.

Sono stato convocato dai Carabinieri o dalla Polizia: devo preoccuparmi? Posso andarci senza avvocato?

Dipende dalla veste in cui siete convocati. Come persona informata sui fatti (testimone) avete l'obbligo di presentarvi e di dire il vero; se durante l'atto emergono indizi a vostro carico, l'atto viene interrotto (art. 63 c.p.p.). Se invece siete convocati come indagati per l'interrogatorio, l'assistenza del difensore è un vostro diritto ed è necessaria. In ogni caso, prima di presentarvi è prudente consultare un legale per comprendere la propria posizione.

Cosa significa costituirsi parte civile e quando conviene?

La persona danneggiata da un reato può costituirsi parte civile nel processo penale per chiedere il risarcimento del danno direttamente in quella sede, anziché avviare una separata causa civile. La costituzione va effettuata entro precisi termini, di norma nell'udienza preliminare o comunque prima dell'apertura del dibattimento. Conviene quando si vuole ottenere il risarcimento nello stesso procedimento: l'avvocato valuta l'opportunità e i tempi in base al caso.

Materia 02

Diritto penale militare

Che differenza c'è tra procedimento penale militare e procedimento disciplinare?

Sono due binari distinti che possono coesistere. Il procedimento penale militare riguarda i reati militari, previsti dal codice penale militare di pace o di guerra, ed è di competenza dei Tribunali Militari, con un giudice e un pubblico ministero militari. Il procedimento disciplinare riguarda invece la violazione dei doveri di servizio e di disciplina, si svolge all'interno dell'Amministrazione e può portare a sanzioni che vanno dal richiamo fino alla perdita del grado. Uno stesso fatto può quindi rilevare su entrambi i piani.

Un militare può farsi assistere da un avvocato di fiducia davanti al Tribunale Militare?

Sì. Nel procedimento penale militare valgono le garanzie difensive del processo penale ordinario: l'indagato o imputato ha diritto di nominare un difensore di fiducia. Anche nel procedimento disciplinare è possibile, e vivamente consigliabile, farsi assistere da un legale per predisporre le memorie e le difese, a tutela della propria posizione, del grado e della carriera.

Cosa rischio se vengo sottoposto a un procedimento disciplinare?

Le sanzioni disciplinari militari si distinguono in sanzioni di corpo (come richiamo, rimprovero, consegna e consegna di rigore) e in sanzioni di stato, più gravi (sospensione dall'impiego, cessazione dal servizio, perdita del grado). L'esito dipende dalla gravità del fatto e dai precedenti. È fondamentale intervenire fin dall'avvio del procedimento con difese scritte, perché una sanzione di stato può incidere in modo pesante e duraturo sulla carriera.

Posso essere sospeso dal servizio durante un procedimento penale?

Sì, è possibile. L'Amministrazione può disporre la sospensione precauzionale, obbligatoria in alcuni casi (ad esempio in caso di custodia cautelare) e facoltativa in altri, in relazione alla gravità dei fatti e del reato contestato. La sospensione incide su stipendio e anzianità. Un legale può verificare la legittimità del provvedimento e, quando ne ricorrono i presupposti, impugnarlo nelle sedi competenti.

Materia 03

Responsabilità medica

Come faccio a capire se ho subìto un errore medico?

Non ogni esito negativo di una cura costituisce un errore. La responsabilità sorge quando vi è stata una condotta colposa (imperizia, negligenza o imprudenza) che ha causato un danno evitabile. Per accertarlo serve una valutazione medico-legale che ricostruisca la cartella clinica e stabilisca il nesso di causa tra la condotta e il danno. Il primo passo pratico è raccogliere tutta la documentazione sanitaria e sottoporla a un legale affiancato da un medico-legale.

Entro quanto tempo posso chiedere il risarcimento per un danno da responsabilità medica?

I termini di prescrizione dipendono dall'inquadramento della responsabilità. Quella della struttura sanitaria è di natura contrattuale e si prescrive in dieci anni; quella del singolo medico privo di un rapporto contrattuale diretto con il paziente è, dopo la legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017), di natura extracontrattuale e si prescrive in cinque anni. Il termine decorre di norma da quando il danno si è manifestato ed è divenuto riconoscibile: data la delicatezza del calcolo, conviene rivolgersi presto a un legale.

Sono un professionista sanitario e ho ricevuto una richiesta di risarcimento: cosa devo fare?

Non rispondete d'istinto e non ammettete responsabilità prima di una valutazione tecnica. Raccogliete subito la cartella clinica e la documentazione, verificate la copertura assicurativa (la legge Gelli-Bianco prevede obblighi assicurativi per strutture e professionisti) e affidatevi a un legale con competenza in colpa medica, affiancato da un medico-legale, per costruire la difesa sul piano civile e, se necessario, penale.

Cos'è la legge Gelli-Bianco e cosa cambia per pazienti e medici?

La legge n. 24 del 2017 (detta Gelli-Bianco) ha riformato la responsabilità sanitaria. Tra i punti principali: distingue la responsabilità della struttura (contrattuale) da quella del medico senza rapporto diretto con il paziente (extracontrattuale), introduce obblighi assicurativi, valorizza le linee guida e le buone pratiche nella valutazione della colpa, e prevede un tentativo obbligatorio di conciliazione (consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis c.p.c. oppure mediazione) come condizione di procedibilità prima della causa. L'obiettivo è bilanciare la tutela del paziente e quella del professionista.

Materia 04

Diritto civile

Che differenza c'è tra separazione e divorzio, e tra procedura consensuale e giudiziale?

La separazione sospende gli effetti del matrimonio ma non lo scioglie; il divorzio pone fine al vincolo e consente di risposarsi. Entrambi possono essere consensuali, quando i coniugi raggiungono un accordo (procedura più rapida), o giudiziali, quando in assenza di accordo decide il giudice. In presenza di intesa si può procedere anche con negoziazione assistita dagli avvocati o direttamente in Comune, quando non vi sono figli minori o altre condizioni ostative. Con il "divorzio breve" i tempi minimi dopo la separazione sono di sei mesi in caso di separazione consensuale e dodici mesi in caso di giudiziale.

Come recupero un credito da un debitore che non paga?

Se il credito è certo, liquido ed esigibile e disponete di una prova scritta (fattura, contratto, riconoscimento di debito), lo strumento più rapido è il decreto ingiuntivo: il giudice ordina il pagamento e, se il debitore non si oppone nei termini (di regola quaranta giorni), il decreto diventa esecutivo e si può procedere con il pignoramento. Prima è opportuna una diffida di messa in mora. Per crediti contestati o privi di prova scritta si segue invece la via ordinaria.

Posso contestare un testamento che ritengo lesivo dei miei diritti?

Sì, in diverse ipotesi. Se il testamento lede la quota di legittima riservata ai legittimari (il coniuge, i figli e, in loro mancanza, gli ascendenti), questi possono agire con l'azione di riduzione per reintegrare la propria quota. Il testamento può inoltre essere impugnato per vizi di forma, per incapacità del testatore al momento della redazione, o perché frutto di dolo, violenza o errore. I termini variano a seconda dell'azione, per questo è importante muoversi tempestivamente con l'assistenza di un legale.

Le informazioni contenute in questa pagina hanno finalità divulgativa e carattere generale. Non costituiscono parere o consulenza legale e non instaurano alcun rapporto professionale. Ogni situazione presenta specificità che richiedono la valutazione del caso concreto: per una consulenza rivolgetevi a un avvocato.

Ultimo aggiornamento: 2026-07-03

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